Castagne

Provenienti dai boschi delle nostre colline.

A meno di quaranta chilometri dal litorale adriatico si possono incontrare i primi castagneti secolari della Valmarecchia, che rappresentano una grande ricchezza paesaggistica e ambientale della vallata, oltre ad essere la memoria tangibile dell’antichissimo legame tra l’uomo e questa pianta, che in passato è stata fonte importantissima di sostentamento. Di primo acchito, parlare di castagneti della Valmarecchia può sembrare strano, in effetti il castagno è una pianta molto esigente in fatto di terreno, e preferisce suoli freschi, profondi e acidi e rifugge  i substrati calcarei o argillosi. Per tali motivi nella Valmarecchia  che è costituita in gran parte da marne argillose, i popolamenti di castagno sono circoscritti alla presenza di grandi massi di arenaria, non diffusi  nel territorio .

Conseguentemente tali popolamenti non sono distribuiti in modo uniforme su tutto il territorio, ma localizzati “ad isola”, là dove esistono le condizioni podologiche idonee, cioè in aree  di origine arenacea, od in substrati marnosiarenacei. Ecco quindi i nuclei dei castagneti del monte Ercole e del monte Benedetto, che appaiono quasi all’improvviso non appena si lascia la coltre argillosa che caratterizza la vallata. Il mutamento nel paesaggio, rappresentato dalla presenza di castagneti secolari, risulta evidente anche al visitatore più distratto. Questi castagneti sono stati impiantati in epoca immemorabile, tanto è vero che si fa risalire la loro introduzione ai monaci medioevali.

Il sostentamento alimentare non è l’unico beneficio che le popolazioni locali hanno ottenuto dal castagno: l’espandersi della coltura è stato favorito pure da un’altra attività in passato molto importante per la vallata: la miniera di zolfo di Perticara. Le gallerie scavate per estrarre il minerale, profonde anche centinaia di metri, necessitavano infatti di puntelli e travi robuste, affidabili e resistenti; il legno di castagno, ricco di tannini, è uno dei legni più durevoli, ideale pertanto per questo tipo di impiego.

Attualmente una rinnovata sensibilità tesa a rivalutare gli aspetti culturali del passato, unitamente alla tenacia dei castanicoltori locali e alla riscoperta da parte dei consumatori di un frutto dalle ottime qualità, permette di intravedere un rilancio di questa coltura. A tale fine i proprietari dei castagneti, hanno dato vita ad un consorzio di tutela e valorizzazione della castagna della Valmarecchia. Obiettivo prioritario del Consorzio è quello di procedere al recupero dei castagneti abbandonati della vallata ed alla promozione del frutto, soprattutto per quanto concerne la varietà pregiata “Marrone del Montefeltro”.

Attualmente una rinnovata sensibilità tesa a rivalutare gli aspetti culturali del passato, unitamente alla tenacia dei castanicoltori locali e alla riscoperta da parte dei consumatori di un frutto dalle ottime qualità, permette di intravedere un rilancio di questa coltura. A tale fine i proprietari dei castagneti, hanno dato vita ad un consorzio di tutela e valorizzazione della castagna della Valmarecchia. Obiettivo prioritario del Consorzio è quello di procedere al recupero dei castagneti abbandonati della vallata ed alla promozione del frutto, soprattutto per quanto concerne la varietà pregiata “Marrone del Montefeltro”.

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